Modalità di tassazione dell’una tantum per vacatio contrattuale

Con la Risposta a interpello n. 367 del 2020, l’Agenzia delle Entrate ha indicato le modalità di tassazione delle somme una tantum previste, in sede di rinnovo del CCNL, in favore dei lavoratori dipendenti, per compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale.

Il chiarimento viene fornito dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’interpello di un’associazione datoriale firmataria del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Categoria.


In sede di rinnovo della parte normativa ed economica del CCNL è stata prevista l’erogazione di un importo forfetario a titolo di “una tantum per il pregresso”, non riparametrato per livello di inquadramento, a tutti i dipendenti titolari di contratto a tempo indeterminato che risultino in forza ad una determinata data ed abbiano prestato attività lavorativa nel periodo di vacatio contrattuale (nella fattispecie 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2019).
Il dubbio posto dall’interpello riguarda le modalità di tassazione di tali somme: progressiva o separata.


Secondo l’Agenzia delle Entrate le somme suindicate sono riconducibili agli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di contratti collettivi, e pertanto devono ritenersi soggette alla tassazione separata.


Infatti, l’applicazione della tassazione separata è prevista, tra l’altro, nel caso di erogazione di “emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti” (art. 17, co. 1, lett. b), del TUIR).
La modalità di tassazione separata ha lo scopo di evitare che, nei casi di redditi percepiti con ritardo rispetto alla loro maturazione, avvenuta in periodi d’imposta precedenti, il sistema della progressività delle aliquote possa determinare un pregiudizio per il contribuente, con una lesione del principio di capacità contributiva.


In proposito è stato chiarito che il regime di tassazione separata non trova applicazione nei casi in cui la corresponsione degli emolumenti in un periodo d’imposta successivo a quello di maturazione deve considerarsi fisiologica rispetto ai tempi tecnici o giuridici occorrenti per l’erogazione degli emolumenti stessi.
Qualora, invece, ricorra una delle cause cd. giuridiche individuate dalla norma, ovvero il sopraggiungere di norme legislative, di sentenze, di provvedimenti amministrativi o di contratti collettivi, per l’applicazione della tassazione separata non é richiesta alcuna indagine in ordine al ritardo nella corresponsione, ovvero alcuna valutazione sul carattere fisiologico del ritardo.
Inoltre, è stato precisato che in presenza e in attuazione di contratto collettivo è sufficiente che l’erogazione degli emolumenti avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello cui gli emolumenti stessi si riferiscono per realizzare le condizioni per l’applicazione della tassazione separata.


Nel caso di specie, considerato che il nuovo CCNL dispone l’erogazione di una somma “una tantum”, volta a compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale, si configura quella causa di carattere giuridico che consente l’applicazione della tassazione separata.