Agevolazioni per i lavoratori impatriati, esclusi gli agenti UE


Gli agenti italiani UE soggetti al Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell’UE non possono accedere al regime speciale per i lavoratori rimpatriati, in quanto trasferendo la propria residenza nel paese UE dove prestano servizio, restano comunque fiscalmente residenti in Italia. Per accedere al regime speciale, è necessario che il soggetto non sia stato residente in Italia nei due periodi di imposta precedenti il rientro, condizione che per gli agenti UE non risulta soddisfatta (Agenzia Entrate – risposta 08 novembre 2019, n. 475).

Il regime dei lavoratori impatriati è stato introdotto con l’obiettivo di incentivare il trasferimento in Italia dei lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni e favorire lo sviluppo tecnologico, scientifico e culturale del paese, prevedendo una concorrenza alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50% dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia. Tale agevolazione è applicabile per un quinquennio a decorrere dal periodo d’imposta in cui il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia, e per i quattro periodi di imposta successivi.
Per accedere al regime speciale è necessario che il soggetto non sia stato residente in Italia nei due periodi di imposta precedenti il rientro e a condizione che trasferisca la residenza fiscale in Italia e si impegni a permanervi per almeno due anni a pena di decadenza dall’agevolazione.
Per gli agenti UE, la condizione richiesta relativa alla “non residenza in Italia nei due periodi precedenti il rientro”, deve essere attentamente verificata in quanto anche qualora trasferiscono la residenza nel paese UE dove prestano servizio, restano comunque fiscalmente residenti in Italia, condizione che rappresenta un ostacolo all’accesso al regime di favore.